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La risposta di Dio
La risposta che attendiamo da Dio è quasi sempre l'esaudimento vero e proprio delle nostre preghiere.
È ovvio che si pensi a quell'esaudimento quando la crisi ostacola il nostro cammino quotidiano.
Gesù disse: "Chiedete, e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate e vi sarà aperto" (Luca 11:9).
Tuttavia l'esaudimento non s'identifica sempre con la fine della distretta. L'attesa può essere ancora lunga, la sofferenza può aggravarsi, il distacco dalle cose terrene può diventare a poco a poco una realtà.
Non possiamo dire per questa ragione che il Signore ci abbia abbandonati. Dio rimane ancora vicino a noi anche quando il giorno declina sotto il segno della sofferenza.
L'Iddio della Bibbia non è un dio sconosciuto; si è rivelato in Gesù Cristo e nella Sua parola di vita eterna.
Spesso la nostra vita cristiana è accompagnata da qualche forma di disciplina o da una prova che dobbiamo subire con la dovuta umiltà.
Ogni cristiano ha bisogno d'imparare a distinguere, nella sua vita, quello che è suo proprio e quello che è di Dio, la potenza della grazia divina e la sua propria debolezza.
Ha bisogno d'imparare dolorosamente, a sue spese, che ogni forza viene da Dio. Siamo fragili come vasi di terra e Dio solo può renderci forti.
Talvolta, quanto più alta è la vocazione, tanto più severe sono le umiliazioni e le prove.
Tuttavia la promessa del Signore all'apostolo Paolo è valida anche per noi:
"La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza" (2Corinzi 12:9).
È bene per ognuno prendere esempio e dire con il salmista:
"Dal fondo della mia distretta invocai l'Eterno; l'Eterno mi rispose e mi mise al largo. L'Eterno è per me; io non temerò; che cosa mi può fare l'uomo? L'Eterno è per me fra quelli che mi soccorrono. È meglio rifugiarsi nell'Eterno che confidare nell'uomo". (Da Salmo 118).
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