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"AI PIEDI DEL MAESTRO"

Il nostro Maestro è Gesù!
E questa dichiarazione non viene dagli apostoli.
Essa viene direttamente da Cristo, che appunto disse: "UNO SOLO È IL VOSTRO MAESTRO". Lo disse ed ebbe il diritto di dirlo. I discepoli, che vissero con Lui, riconobbero che Egli era il Maestro per eccellenza: "Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna" (Giovanni 6:68).

Anche noi, che siamo stati e siamo tuttora alla scuola del Vangelo, possiamo dire, parafrasando quanto Gesù disse di sé "Uno solo è il nostro Maestro": LUI!

Il seme che cresce da sé

Marco 4:26-29:

"Diceva ancora: Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme in terra, e dorma e si levi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce nel modo che egli stesso ignora. La terra da se stessa dà il suo frutto: prima l'erba; poi la spiga; poi, nella spiga, il grano ben formato. E quando il frutto è maturo, subito egli vi mette la falce perché la mietitura è venuta".

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In questa parabola il Regno di Dio è paragonato al seme, che, seminato nella buona terra, cresce da sé, senza nessun aiuto da parte dell'uomo. La parabola illustra la "misteriosa" legge della germinazione, che consente ad un chicco di grano di diventare spiga e produrre frutto, senza alcuna ingerenza del contadino. Costui attende tranquillamente alle sue faccende, alzandosi al mattino ed andando a dormire la sera, mentre il seme cresce da sé.

Così, dall'iniziale filo d'erba alla spiga matura, tutto è opera del terreno e delle leggi della natura.
Il contadino ha fiducia, perché anche senza che egli sappia "come", senza che comprenda il misterioso processo della crescita, tutto avverrà secondo la sua attesa.
Nello sviluppo della vita spirituale nel cuore dell'uomo c'è solo l'opera potente di Dio, senza interferenze e manipolazioni umane:

"Guardate, meravigliatevi e siate stupefatti! Poiché io stò per fare ai vostri giorni un'opera, che voi non credereste se ve la raccontassero" (Habacuc 1:5).

LA SEMINA.

Il testo dice che "un uomo getta il seme in terra". Il contadino non semina sbadatamente o sprezzantemente, perché da quell'azione diligente dipende il suo raccolto: "Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo tu lo ritroverai" (Ecclesiaste 11:1).
L'attività della semina illustra quella dell'evangelizzazione. Si può spargere in tanti modi, ma, una volta che la Parola ha raggiunto il cuore, essa inizia la sua opera e termina quella del seminatore.
Il contadino dovrà attendere, "abbandonando" il seme a sé stesso: "Dormire e levarsi" non pone in risalto la vita oziosa, quanto evidenzia il fatto che egli non può più fare altro per lo sviluppo del seme. Il suo agitarsi non muterebbe le inevitabili leggi della natura.

Come il contadino, il credente, che evangelizza, deve soltanto aspettare ed avere fiducia nell'opera della Parola di Dio (Isaia 55:10-11).

Il contadino semina con fede, ma non si mostra impaziente, perché non spera mai che nel giro di poche ore debba vedere la sua pianta già spuntata. Talvolta ci sono conversioni immediate ed altre più sofferte, come quella dell'apostolo Paolo (Atti 26:14).
Anche se tutti desideriamo vedere un subitaneo risultato della nostra attività evangelistica, continuiamo a spargere il seme.
Ci sono esempi di credenti, che hanno seminato la Parola e dopo anni è stato raccolto il frutto:

"E non ci scoraggiamo nel fare il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo" (Galati 6:9).

LA CRESCITA.

Il seme è stato interessato dal naturale processo di germinazione, che avviene sotto terra.
Mentre l'uomo non può più nulla, il seme muore, sviluppa le radici, mette gli abbozzi della pianta, che bucano la terra, fuoriuscendo con un esile filo d'erba. Poi sale lo stelo, la pianta si rafforza, quindi si produce la spiga, che lentamente comincerà a gonfiarsi a motivo del grano. La crescita avviene in un modo che il contadino non sà.

L'opera dello Spirito Santo non è sotto il controllo dell'uomo, perché "è Dio che ha fatto crescere". (1Corinzi 3:6).

Nessuno conosce i segreti del cuore, i problemi affrontati, le speranze riposte, se non personalmente colui che ha la vita di Cristo. Nessuno ode le sue preghiere elevate al Padre, nessuno vede quanto avviene in quel cuore. Tuttavia c'è un'opera che và avanti per l'azione dello Spirito Santo.

Chi può seguire il lavoro che il Signore compie nell'intimo di chi ha ricevuto la Parola? "Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d'onde viene né dove và; così è di chiunque è nato dallo Spirito"(Giovanni 3:8).

Naturalmente i vari stadi sono inevitabili.

A) - Prima l'erba.
Prima il germoglio, l'evidenza della nuova nascita.
Prima l'esile filo d'erba, poi la pianta più forte.
Non si nasce già maturi nella fede, già grandi nella conoscenza di Dio, già robusti nella Grazia.
Sul principio la vita del credente è caratterizzata da decine di domande, dall'insorgere di dubbi, dall'imbarazzo del non sapere come agire in talune condizioni, da una evidente inesperienza.
Il neoconvertito ha molto da imparare nella Grazia, tuttavia nel suo cuore c'è un continuo lavoro, realizzato dallo Spirito Santo (Luca 2:52).

B) - Poi la spiga.
La stessa forza che produce la vita, ora la fa crescere.
Si avvicina la stagione del raccolto, ma la pianta si sviluppa. Essa cresce proprio mentre imperversano le intemperie e soffiano i venti, mentre si alternano piogge abbondanti a tempi di siccità, mentre le temperature ora si fanno rigide, ora diventano più miti.
La vita spirituale cresce e si fortifica proprio in mezzo alle cadute, alle delusioni, ai tempi di risveglio, agli slanci di fede. Allora l'amore verso il Signore si fa più intenso, la santità più completa, la pace più stabile, la fede più robusta (Efesini 4:15).

C) - Poi il grano ben formato.
Il frutto non si manifesta subito. Il grano nei climi caldi matura in cinque mesi, in quelli più freddi necessita di dieci o dodici mesi. Alla luce di ciò non dovremmo stupirci, se una crescita spirituale sia più lenta o più precoce. (Atti 9:22; Ebrei 5:12).

Una legge che ha la sua eccezione.
La parabola descrive la legge della crescita, ma sappiamo che non ogni seme germina e che non tutte le piante giungono a maturazione (Marco 4:57).
Non tutti quelli che odono la Parola di Dio giungono alla salvezza ed in ciò ha ragione la Scrittura, quando afferma che "molti sono chiamati, ma pochi eletti" (Matteo 22:14).
L'opera di Dio, però, non ha "difetti di fabbricazione" ed il seme non è incapace di produrre il frutto (1Pietro 1:23).

Se la Parola non determina la salvezza, ciò dipende esclusivamente dal cuore dell'uomo, che non l'ha ricevuta nella buona terra.(Marco 4:8).

LA RACCOLTA.

Quando il grano era pronto per la raccolta, solitamente tra i mesi di marzo o aprile, allora veniva subito mietuto (Gioele 3:13). Quando verrà il tempo della raccolta dei credenti? Solo Dio lo sà!

Il contadino, dopo aver sparso il seme, attende fiducioso quel momento, perché ha seminato del buon grano e sà che la germinazione del seme porterà la spiga alla maturità.
La parabola offre uno sguardo d'insieme sulla crescita del grano, ma insiste sul pensiero che, fino a quel momento, non c'è stata attività di uomo.

Dopo aver ricevuto la Parola di Dio nel cuore, essa opera in noi in un modo "controllato" da Dio (1Tessalonicesi 2:13).
"Il seme intanto germoglia ... dapprima l'erba; poi la spiga; poi, nella spiga, il grano ben formato. E quando il frutto è maturo ...".
C'è uno sviluppo graduale e costante tanto nella vita vegetativa, quanto in quella spirituale. Dal momento della salvezza, deve manifestarsi la crescita spirituale, dovuta all'opera dello Spirito Santo (2Corinzi 9:10; Colossesi 2:19).

Trascorrono gli anni e le imprudenze degli albori della vita cristiana devono lasciare il posto alla maturità. (Giovanni 15:2,5,16).
"Quaggiù" deve evidenziarsi lo sviluppo della nuova creatura! S'impone, perciò, un serio auto esame: "C'è crescita nella mia vita spirituale? C'è un progresso costante?"
Forse ci sono degli impedimenti all'accrescimento.
Forse radici poco profonde o impacci della vita presente e l'attaccamento verso il Signore è più fiacco (Apocalisse 2:4).
Il tempo della mietitura si avvicina ed il grano dovrà essere raccolto.
Cerchiamo maggiormente la faccia del Signore, disponiamoci all'opera del Suo Santo Spirito, se vogliamo che la nostra vita nella Grazia cresca e tenda alla maturità!

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