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Il seme nella buona terra

WILLIAM TYNDALE, nato nel Galles verso la fine del 1400, aveva appena terminato gli studi quando, a ventisei anni, gli venne fra le mani un Nuovo Testamento in lingua greca originale. Questa lettura lo conquistò e decise di consacrare la sua vita, e se necessario di sacrificarla, pur di dare la Bibbia ai suoi compatrioti nella loro lingua.

A quel tempo la Chiesa, anche in Inghilterra proibiva, pena la morte, la lettura delle Sacre Scritture che sostituiva con scritti sulla vita dei santi ed altri destinati a conservare gli errori e gli abusi di cui il clero approfittava.

Quanti martiri avevano pagato con la vita "la colpa" di possedere il Santo Libro, da Lord Cobham fino all'umile signora Smith, in casa della quale si era trovato un frammento di pergamena contenente la preghiera insegnata da Gesù ai discepoli, i dieci comandamenti e i nomi degli apostoli!

La sorveglianza era così accanita che Tyndale dovette fuggire ad Amburgo dove visse in miseria ma portò a buon punto la sua traduzione del Nuovo Testamento.

Scoperto dagli emissari del vescovo di Londra si rifugiò a Colonia e poi ad Anversa. Una prima edizione, edita a Colonia, fu sequestrata. Una seconda, di formato ridotto, poté essere introdotta a Londra da due mercanti tedeschi, ma una spia del clero ne acquistò tutte le copie e le distrusse. Una terza edizione, infine, poté essere diffusa con grandi difficoltà. Il denaro per la stampa proveniva da collette fatte in segreto.

Ma le spie inglesi non disarmarono. Enrico VIII d'Inghilterra, genero di Carlo V, ottenne l'arresto di Tyndale, che fu arso vivo sulla piazza di Asburgo il 6 ottobre 1536. Un suo amico e collaboratore, di nome Fryth, era stato bruciato tre anni prima.

Ma la Bibbia si diffondeva. Cinquant'anni più tardi era già tradotta in trentadue lingue europee, mentre i martiri si contavano a migliaia.

La diffusione della Parola di Dio ebbe una risonanza straordinaria. Molti si radunavano intorno al beato possessore di una Bibbia per leggerla insieme, per impararne delle parti a memoria o trascriverle. Si formarono numerose comunità cristiane clandestine, sfidando la persecuzione che imperversò in Inghilterra ancora per trent'anni.
È sorprendente come, pur senza grandi predicatori, la verità si propagasse in quei contatti privati, sotto l'impulso dell'energia divina, in mezzo ai rischi e alle sofferenze delle persecuzioni.

Cosa portava l'Evangelo? Scegliere di essere perseguitati quando si potrebbe vivere tranquilli, dimostra chiaramente che l'anima dell'uomo, quando sfugge all'accecamento del mondo, ha sete di verità, di purezza, di certezze; ha sete del perdono di Dio e del Suo amore.

Gesù ha detto che la Sua Parola è come un seme di grano sparso che ne produce cento quando cade su un terreno ben preparato (Luca 8:8).

Le grandi difficoltà e le grandi sofferenze che incontrarono questi pionieri della Buona Novella e il sangue dei martiri contribuirono a fecondare "il buon seme" e a produrre questa magnifica esplosione di fede.

Ancora oggi in molti Paesi vi sono analoghe persecuzioni contro chi possiede la Parola di Dio e crede in Gesù, ma proprio in quei Paesi le conversioni sono più numerose e la pietà più fervente.

Questa potenza vivificatrice, nascosta nelle pagine della Bibbia, deriva dal fatto che il primo granello di frumento, Gesù Cristo, è morto (Giovanni 12:24)
Gesù crocifisso: ecco il grande segreto dell'efficacia del messaggio dell'Evangelo. "Egli ha dato sé stesso per noi allo scopo di riscattarci da ogni iniquità" (Tito 2:14).
Se Gesù non si fosse dato in sacrificio espiatorio, come si potrebbe, oggi ancora, annunciare a un'anima convinta di peccato: "La tua fede ti salva e ti apre una nuova vita?". Senza la morte del Figlio di Dio come potrebbe la Parola vivente entrare nel nostro cuore per trasformarci?

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