Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Ti senti inutile?

Gesù è venuto fra noi per vincere le cause profonde che ci procurano sofferenza e morte. Egli c'invita:

"Venite a me, tutti voi che siete stanchi e travagliati: io vi farò riposare. Voi troverete la pace, perché quello che vi domando è per il vostro bene" (Matteo 11:28).

La tua situazione di sofferenza ti dà l'impressione di essere inutile; la tua condizione ti sembra priva di senso e ti senti un peso per gli altri.

In queste condizioni trovi molto difficile avere una reazione positiva. Così sofferente come sei, senti in modo brutale, sulla tua pelle, tutte le contraddizioni, la crudeltà e l'emarginazione, provocate dalla nostra società basata sull'efficienza e la produttività.

Spesso ti prende la disperazione, non tanto per l'intensità del tuo dolore, quanto per il senso di frustrazione e inutilità in cui ti costringe questo tipo di cultura.

Anche per te una vera parola di conforto e di speranza può venire soltanto da Gesù.
Gesù ci ha tanto amato che pur di salvarci non è retrocesso neppure davanti alla croce.
Da quel momento a ognuno è offerta una stupenda possibilità: vivere sempre e ovunque nell'amore di Dio.

Se fai entrare Gesù nella tua vita tutto acquista un senso, perfino il tempo della sofferenza.
Comprenderai, forse per la prima volta, il valore della solidarietà umana e sperimenterai nella tua carne che ogni cosa buona può venirti solo da Dio, anche la stessa forza per resistere alla sofferenza e trasformarla in un'occasione di maturazione spirituale.

CREATIVI ANCHE NELLA SOFFERENZA

Gesù ha portato per amore sulla croce i pesi dell'umanità, aprendole la via della redenzione (Giovanni 3:16). Quando si è con Gesù tutto acquista un senso, persino il tempo trascorso nella sofferenza.
I sofferenti che si affidano a Lui partecipano all'edificazione di un mondo più sensibile, più umano, più solidale, più spirituale.
Chi è ammalato, per esempio, può svolgere durante la sua inattività fisica uno dei compiti più nobili combattendo con tutte le sue forze il male, senza mai rassegnarsi; con la preghiera (sempre essenziale!) e con l'esempio di vita, può assolvere a un compito prezioso e particolare:
cooperare alla trasformazione e al superamento costruttivo della sofferenza.

Il cristiano sà che certi valori sono meglio compresi quando si soffre e sa anche che la prova può portare a una migliore comprensione di sé e degli altri.
Con la sua maniera di affrontare la sofferenza, egli dimostra che il Signore ha posto in noi risorse molto più profonde di quanto possa sembrare a prima vista.
Non è un caso che quando si và a visitare un sofferente per consolarlo si venga spesso da lui consolati, avverandosi così quanto dice la Bibbia: Dio "ci consola in tutte le nostre sofferenze, perché anche a noi sia possibile consolare tutti quelli che soffrono, portando quelle stesse consolazioni che Egli ci dà" (2Corinzi 1:4).

Un uomo di Dio, l'apostolo Paolo, che ha sofferto fino al martirio, pur essendo come te, in uno stato di sofferenza, ci ha lasciato queste incoraggianti parole:

"... Io stimo che le sofferenze del tempo presente non siano punto da paragonare con la gloria che ha da essere manifestata a nostro riguardo.
Ma quant'è a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a cagione di colui che ve l'ha sottoposta, non senza speranza però che la creazione stessa sarà anch'essa liberata dalla servitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figliuoli di Dio.
Poiché sappiamo che fino ad ora tutta la creazione geme insieme ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, anche noi stessi gemiamo in noi medesimi, aspettando l'adozione, la redenzione del nostro corpo. Poiché noi siamo stati salvati in isperanza. Ora la speranza di quello che si vede, non è speranza; difatti, quello che uno vede, perché lo spererebbe egli ancora?
Ma se speriamo quello che non vediamo, noi l'aspettiamo con pazienza."
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