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Il silenzio nella sofferenza

L'ammalato si trova spesso di fronte al silenzio. Non si tratta del lungo silenzio notturno nelle corsie di un ospedale; silenzio interrotto di tanto in tanto da gémiti o da sospiri, oltre che dalla benefica presenza di quanti hanno cura di noi.

Ci sono dei silenzi che si prolungano misteriosamente, come se non ci fosse nulla al di là del nostro dolore e del nostro affanno. Talvolta sembra che Dio non risponda più alle nostre invocazioni.

Molti salmi descrivono la situazione dell'uomo il quale si sente abbandonato da Dio. I suoi nemici si beffano di lui, proprio perché il suo Dio non interviene e non lo libera dalle sue sofferenze.

E si comprende allora l'energica invocazione del salmista, quando esclama: "Risvegliati! Perché dormi, o Signore? Déstati, non rigettarci in perpetuo!" (Salmo 44:23).

I silenzi di Dio possono essere inquietanti, tuttavia non sono eterni e non incutono spavento. Dio ci parla anche con i suoi silenzi.

La Bibbia dice che Dio parlò a Giobbe "nella tempesta"; ma sappiamo anche che Egli annunzia la Sua presenza con un "suono dolce e sommesso", come accadde al profeta Elia nel deserto.

Bisogna far tacere "altre voci" in noi ed attorno a noi, per ascoltare la voce di Dio "nel silenzio".

Silenzi misteriosi, che impongono una lunga attesa, senza immediate schiarite.

Silenzi segnati dalla paura del domani o dalla calma interiore.
Ore silenziose e benefiche, che ci fanno riflettere, ci guidano sulla via della fede.
Silenzi confortati dalla presenza di Gesù Cristo e dalla Sua promessa: "Io vi lascio pace. Io non vi dò come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti" (Giovanni 14:27).

Nel Salmo 13 è di scena il dolore nel suo aspetto drammatico e demolitore: il salmista si sente sfinito, le ossa tremano per la febbre, tutto l'organismo è sconvolto; dalla gola esce un lamento ininterrotto, le notti diventano un incubo che non finisce mai, le lacrime cadono sul letto e stendono un velo davanti agli occhi ... .
Egli esclama:
"FINO A QUANDO?"
"Pietà di me, Signore, sono sfinito!
Guariscimi, Signore: tremano le mie ossa, l'intero mio essere è sconvolto.
Fino a quando, o Signore ...?
Torna a liberarmi e a salvarmi per il tuo amore!
Sono stremato dal gemere, le notti sono tutte un lamento, inzuppato di lacrime è il mio letto, per il troppo piangere mi si accecano gli occhi ...
Sì, il Signore ode il mio grido, il Signore raccoglie la mia preghiera"!
(Dal Salmo 6)

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