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Cristo e il tabù della donna

IDA MAGLI non è certo iscritta alle "figlie di Maria" e, con il suo libro "Gesù e la trasgressione", ha gettato molte sassate in piccionaia, sostenendo che Gesù ha liberato la religione dal tabù del sacro, del sesso e della legge. Ma poi sono venute le Chiese, aggiunge questa terribile femminista, ed ecco risorgere i tabù.

Questa studiosa laica, che è la migliore esperta universitaria di antropologia religiosa, così si esprime: "Gesù è una figura misteriosa, un personaggio importante, che sfugge ad ogni spiegazione scientifica. La personalità di Cristo non poteva essere inventata, perché non è stata capita neppure da coloro che ce ne hanno tramandato il ricordo. Non l'hanno compreso neppure le Chiese e i cristiani, che a lui si richiamano".

L'argomentazione si articola in vari punti. Gesù non è figlio del suo tempo, non è "datato", perché il suo messaggio fa a pugni con la civiltà ebraica su vari punti e non si concilia con nessuna cultura dell'epoca. Accenniamone alcuni:

Per gli ebrei c'era il tabù del sabato.
I dottori della legge dissertavano persino se era lecito mangiare un uovo, che la gallina aveva fatto in giorno di sabato (alcuni estremisti, fra gli esseni, non si recavano neppure al gabinetto e simili stranezze).

Gesù polverizza il tabù del sabato, guarisce i malati in tale giorno e formula la nota sentenza: "L'uomo non è fatto per il sabato, ma il sabato per l'uomo".

Un altro esempio macroscopico di frattura tra Cristo e il suo tempo è il superamento della categoria "puro" e "impuro". Il giudaismo era ossessionato dalla nevròsi dei cibi puri e impuri. C'era poi il tabù del sangue: non si poteva mangiare animali soffocati, perché era come mangiare la loro anima.

Arriva Gesù e proclama ad alta voce che l'unica impurità è quella che esce dal cuore.
Il cuore è la fabbrica dei prodotti guasti, di cui bisogna avere paura.
Demolisce a tal punto il tabù del sangue da istituire l'Eucaristia.

Un'altra discontinuità di Cristo con la religione del suo tempo è il problema sessuale.

Ci sono due tabù sessuali uguali e opposti:
quello di Khoméini, che fa fucilare tutte le prostitute, gli omosessuali e gli adulteri;
e poi c'è il tabù di chi afferma che il sesso è come bere un caffè, e chi vuole ne fa un uso senza regole.

Gesù demolisce ambedue questi estremismi sbagliati e indica un ideale di persona, in cui ogni elemento è in equilibrio.
Per lui la sessualit� non è un'angoscia, ma và ridimensionata secondo le leggi fondamentali dell'amore: ama il tuo prossimo come te stesso; non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te; ama il prossimo "pi�" di te stesso.

E veniamo al "continente � donna".
La posizione femminista di Gesù dimostra che la sua figura non può essere creazione della società ebraica profondamente antifemminista.

Uno dei più autorevoli esperti del mondo israelitico, il Montefiore, riconosce che l'originalità assoluta di Gesù si rivela nel suo atteggiamento verso la donna.

Gesù sfida la cultura antifemminista del tempo, riservando la sua prima apparizione di risorto alla Maddalena, una ex prostituta.

E anche alcune pie donne, che lo accompagnavano, erano tutt'altro che "pie"; erano convertite e provenivano dal mestiere più antico del mondo.
Gesù passa molte ore con la Samaritana e a questa donna, per la prima volta, mostra la sua carta d'identità. Le rivela di essere il Messia, nonostante che essa sia donna, per di più pagana e scostumata.

Ancora: Gesù rimanda in pace l'adultera, che i bigotti volevano lapidare. Non è il passaporto per l'adulterio, ma il primato della misericordia sul moralismo.
Gesù formula la celebre regola: "Chi è senza peccato scagli la prima pietra".
Poi aggiunge: "Và in pace e non peccare più".

L'episodio è così incredibile e assurdo che molti "Padri" della Chiesa l'hanno ritenuto interpolato e fasullo. Invece la critica l'ha dimostrato genuino e originale.

Nell'Antico Testamento, ossia nel Levitico, c'era la tabella per il riscatto degli schiavi: una femmina contava esattamente la metà di un maschio. Altro che parità sessuale!

Gesù invece sembra aggredire la furibonda misoginìa del suo tempo. Sceglie le donne come protagoniste delle parabole (la donna che spazza la casa per cercare la moneta perduta; le ragazze sagge e quelle stolte della parabola; la massaia che impasta la farina).
Per noi sono scene ovvie. Ma ai tempi di Gesù erano parabole scandalose.

Altro flash di femminismo è l'episodio di Marta e Maria: non solo Gesù non accetta che la donna sia condannata al ruolo della cucina, ma ribadisce che Maria ha scelto la parte migliore, cioè la ricerca della verità, che era riservata ai soli uomini.

Da ultimo una parola sul mito della verginità.
Presso gli ebrei una donna non sposata o comunque senza figli era fallita. Anche questo tabù viene spezzato dal Signore. Non solo nasce da una donna, ma da una donna vergine, umanamente disonorata.
Dunque il messaggio di Gesù è un'isola di femminismo in un mare di antifemminismo. Nessun parametro scientifico riesce a spiegare tale fatto.

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