Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Le due schiave torturate

"Plinio Secondo, procuratore di Bitinia, a Traiano Imperatore: Salute!

"Divino Imperatore,
è un sacro dovere per me consultarti, poiché la questione dei cristiani si è enormemente allargata.
Come devo giudicarli?
Finora ho creduto bene di rilasciare quelli che negavano di essere cristiani, se, dopo il mio processo, invocavano gli déi, offrivano incenso e vino alla tua effigie, che, proprio per questo, avevo fatto collocare tra le statue degli déi e, soprattutto, se bestemmiavano Cristo, poiché si dice che è assolutamente impossibile costringere i veri cristiani a fare una cosa simile.
Dagli interrogatori, l'unico errore dei cristiani sarebbe questo: adunarsi in un determinato giorno, al levar del sole, per cantare, a cori alternati, inni a Cristo, con Dio.
In queste adunanze sembra che essi s'impegnano con giuramento, non a commettere delitti, ma ad essere buoni cittadini, onesti e rispettosi.
Io tuttavia ho emesso, a tuo nome, un proclama che vieta tutte le società segrete. Sembra che essi abbiano smesso di riunirsi.
Per conoscere meglio la verità, ho perfino fatto due torturare due schiave, che presso di loro sono chiamate "diaconesse". Ma non ho trovato in loro nient'altro che uno sconfinato «amore» per il loro Cristo.
Perciò ho sospeso l'inchiesta e ho fatto ricorso consiglio al tuo consiglio".


"Traiano Imperatore a Plinio Secondo, procuratore della Bitinia: salute!

"Caro Secondo,
nello svolgimento dei processi di quelli che ti sono stati denunciati come cristiani, tu hai seguito il dovuto procedimento.
In genere non si può stabilire una regola fissa; segui questi tre consigli.
I cristiani non bisogna ricercarli; ma se vengono denunciati e riconosciuti colpevoli, vanno puniti.
Chi nega di essere cristiano e lo prova coi fatti, sarà perdonato.
Non bisogna accettare le denunce anonime.
Salute!"

(Vedi: PLINIO S., Lettere, 10, 96 s., Anno 112)

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