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"AI PIEDI DEL MAESTRO"

Il nostro Maestro è Gesù!
E questa dichiarazione non viene dagli apostoli.
Essa viene direttamente da Cristo, che appunto disse: "UNO SOLO È IL VOSTRO MAESTRO". Lo disse ed ebbe il diritto di dirlo. I discepoli, che vissero con Lui, riconobbero che Egli era il Maestro per eccellenza: "Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna" (Giovanni 6:68).

Anche noi, che siamo stati e siamo tuttora alla scuola del Vangelo, possiamo dire, parafrasando quanto Gesù disse di sé "Uno solo è il nostro Maestro": LUI!

Dal Vangelo di Giovanni (4:43-54)

""Passati quei due giorni, egli partì di là per andare in Galilea; poiché Gesù stesso aveva attestato che un profeta non è onorato nella sua propria patria. Quando dunque fu venuto in Galilea, fu accolto dai Galilei, perché avevano vedute tutte le cose che egli aveva fatte in Gerusalemme alla festa; poiché anch'essi vi erano andati. Gesù dunque venne di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in vino. E vi era un certo ufficiale reale, il cui figliuolo era infermo a Capernaum.
Come egli ebbe udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò a lui e lo pregò che scendesse e guarisse il suo figliuolo, perché stava per morire.
Gesù gli disse: Se non vedete segni e miracoli, voi non crederete.
L'ufficiale reale gli disse: Signore, scendi prima che il mio bambino muoia.
Gesù gli disse: Va', il tuo figliuolo vive. Quell'uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detta, e se ne andò. E come già stava scendendo, i suoi servitori gli vennero incontro e gli dissero: Il tuo figliuolo vive. Allora egli domandò loro a che ora avesse cominciato a star meglio; ed essi gli risposero: Ieri, all'ora settima, la febbre lo lasciò. Così il padre conobbe che ciò era avvenuto nell'ora che Gesù gli aveva detto: Il tuo figliuolo vive; e credette lui con tutta la sua casa.
Questo secondo miracolo fece di nuovo Gesù, tornando dalla Giudea in Galilea"."
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Gesù compì questo secondo miracolo in Cana di Galilea, di ritorno da un viaggio nella Giudea, a favore del figlio di un ufficiale, nonostante il ragazzo si trovasse in Capernaum. Soltanto il Vangelo di Giovanni descrive l'avvenimento.

  1. Due motivi per credere.
    In questo episodio possiamo notare quanto sia importante credere, non soltanto per ricevere benefici materiali, come per esempio può essere una guarigione fisica, ma soprattutto porre fiducia in Cristo per l'opera che vuole fare in ogni persona e in ogni famiglia.
    A volte la nostra fede è spinta da due particolari motivazioni:

    1. Credere che Gesù può guarire (v.50)
      Una fede quindi per la guarigione. Infatti, subito l'ufficiale reale partì verso Capernaum! Questa fede, malgrado tutto, può essere incompleta, se si ferma soltanto alla guarigione o alle cose materiali.

    2. Credere che Gesù può salvare (v. 53)
      Una fede per la salvezza dell'anima: "e credette lui con tutta la sua casa".
      La vera fede è anzitutto credere che Gesù possa guarire l'anima. La fede dell'ufficiale andò oltre la guarigione del figlio, e ricevette anche la salvezza sua e della famiglia. Credere in questo modo significa, non soltanto ricevere di più, ma realizzare il piano di Dio nella propria vita e nella vita dei propri familiari.

  2. La conferma della fede.
    1. Mentre l'uomo camminava, quando cioè stava eseguendo l'ordine di Cristo, ebbe un felice incontro: i suoi servi gli portarono la bella notizia della guarigione del figlio. La fede dell'ufficiale era stata premiata.

    2. La fede produce fede! L'uomo capì che Gesù era il Salvatore e la guarigione era soltanto il primo miracolo che Gesù avrebbe compiuto nella sua famiglia. Bastava avere fede per realizzare le parole di Cristo: "Va', il tuo figliuolo vive"!

  3. Eseguire gli ordini di Cristo.
    La fede produce ubbidienza. Cristo aveva detto all'ufficiale di tornare a casa. Era un ordine che Gesù aveva impartito al militare.
    Quando Gesù ordina qualcosa non si può stare fermi cercando di scoprire quanto sia razionale; occorre andare, correre per realizzare.
    Cristo non aveva bisogno di andare a Capernaum per guarire il figlio dell'ufficiale.
    Siamo noi che abbiamo bisogno di muoverci e di far muovere la nostra fede, sapendo che a Gesù basta soltanto una parola ed è tutto risolto.
    Gesù usava poche parole e cambiava le situazioni impossibili e disperate!
    Come Gesù, abbiamo bisogno solo di poche cose: la fede e l'obbedienza ai Suoi ordini.

Conclusione.

L'ufficiale era abituato a dare ordini, ma in questa occasione fu lui che ne ricevette uno.
Da buon soldato obbedì senza esitare e constatò che la sua fiducia era stata riposta nella Persona giusta!
Se Gesù ci dice: "Va' ...", significa che già il miracolo è stato realizzato; a noi non resta che constatarlo!

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