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"AI PIEDI DEL MAESTRO"

Il nostro Maestro è Gesù!
E questa dichiarazione non viene dagli apostoli.
Essa viene direttamente da Cristo, che appunto disse: "UNO SOLO È IL VOSTRO MAESTRO". Lo disse ed ebbe il diritto di dirlo. I discepoli, che vissero con Lui, riconobbero che Egli era il Maestro per eccellenza: "Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna" (Giovanni 6:68).

Anche noi, che siamo stati e siamo tuttora alla scuola del Vangelo, possiamo dire, parafrasando quanto Gesù disse di sé "Uno solo è il nostro Maestro": LUI!

Verità e libertà

Gesù ha detto:

"Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; e conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi" (Giovanni 8:31-32).

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Queste parole furono pronunciate da Gesù in occasione della conversione di molti Giudei. Dalla chiarezza delle semplici parole dette dal Maestro è evidente che coloro i quali si convertirono facevano parte di quei pochi, fra i molti, che realmente seguivano Gesù perché credevano che Egli fosse il Messia tanto atteso. Infatti è facile intravedere, nella grande massa che seguiva il Gesù, le diverse categorie di persone che la formavano e vedere i vari motivi che questa gente aveva per seguire Gesù.

Taluni seguivano, nel Cristo, il grande taumaturgo che guariva qualsiasi male ed attendevano l'occasione propizia per approfittarne; altri si erano gia sfamati al Suo seguito e speravano in una libagione continua e senza spesa; vi erano quelli attratti semplicemente dalla curiosità, e non mancavano i soliti sofisti, gli avversari, che Lo seguivano specialmente per cercare di trovare in Lui qualche contraddizione.

Ma fra quella enorme accozzaglia di gente c'erano anche delle persone che non seguivano il Signore per motivi subdoli e carnali, ma per conoscere qualcosa di veramente grande che soltanto il Figliuolo di Dio poteva insegnare: LA VERITÀ!

Quella verità che non avevano trovato negli Scribi e nei Farisei e che non avevano riscontrata nei Dottori della Legge e nei Sadducei, che invano avevano cercato fra i Romani e tra gli Esseni, gente questa che, la prima, disprezzava la religione ebraica e la seconda la metteva in pratica degenerando in un ascetticismo estremo.
La Verità per questi uomini era irreperibile e lo fu fino al momento della loro conversione.
Anche oggi possiamo vedere come gli uomini sono alla ricerca della verità, inseguendola in tutti quei luoghi o quegli ambienti in cui il loro simbolo li spinge.
Vediamo gli uomini aderire alle diverse e svariate organizzazioni, siano esse politiche o no, le quali tutte promettono qualcosa di veritiero.
Ma l'uomo non trova che delusione, non riesce a trovare quella verità che soddisfa lo spirito, e più volte nel domandarsi che cosa essa sia, non riesce a trovare la risposta.

Anche Pilato (Giovanni 18:38) si domandò che cosa fosse la verità, quando gli condussero Gesù, il quale si presentò a lui come testimone della stessa, e nella domanda che Pilato fa, a se stesso e agli altri, si nota un indizio di perplessità.

Noi cristiani che abbiamo conosciuto l'insegnamento del Cristo, diremo a questi uomini che LA VERITÀ È FEDELTÀ!
La verità è qualcosa di irrappresentabile nel suo sembiante, se mai ne ha uno; una cosa è certa: essa è incorruttibile e non cambia, persiste in quello che è senza mutare.

Ciò che è vero oggi, secondo la piena essenza di questa parola, sarà vero anche domani; sarà vero dopo secoli, e sarà vero per sempre!
La verità non è soggetta ad alterazione o cambiamento, ma permane nella piena integrità di ciò che rappresenta e testimonia, rispecchiando la reale concretezza di ciò che è!

E se nel pensiero cristiano e universale si conviene che la verità è immutabile ed incorruttibile, si deve convenire che essa non può venire dall'uomo soggetto ad un cambiamento razionale e progressivo.
La verità dunque non si trova nell'uomo.

E allora dove cercare e trovare la verità se non in Colui che tutto regge e governa e che è rimasto "Colui che È" fin dalla fondazione del mondo?
Mentre la verità che tutti gli uomini si attribuiscono cambia secondo le circostanze, la verità che è in Dio è incorruttibile come il Creatore che l'ha fatta conoscere.

Ed ecco che il cristiano in Dio, in Cristo, ha la verità e con essa la libertà! Vale a dire che il cristiano non ha più bisogno dello Scriba o del Fariseo, del Prete o del Pastore, per ciò che concerne la sua salvezza, ma imperturbato seguirà la via di Cristo guidato dalla stessa verità di Dio.

Egli sarà un rigenerato dalla verità che libera.
La verità di Cristo è apportatrice all'uomo della più verace libertà personale.
"Quando la verità che è in Gesù prende possesso del cuore di un peccatore, vi genera subito la più meravigliosa libertà dalla schiavitù del peccato, dalle rodenti sollecitudini, dalle passioni turbolente, dalla tirannia di Satana, dal timore della morte.
Per essa l'intelletto si affranca da ogni tenebra, e la volontà da ogni peccaminoso servaggio".

Ma per giungere a questa verità (e progredire in essa) che fa dell'uomo un essere libero è posta una condizione: Perseveranza!
Perseverare nella parola di Cristo non è altro che conoscenza maggiore di Dio. Egli ha detto: "Se credete che io sono il Messia, basta che perseveriate nella mia Parola, e dimoriate sotto l'influenza di essa, ad onta di tutti gli ostacoli, le difficoltà o prove che potrete incontrare sulla vostra via; solo così avrete la prova che veramente siete miei discepoli".

Queste sono le parole che ancora oggi il Signore rivolge a ciascuno di noi che ci nominiamo seguaci e discepoli Suoi.
Ricordiamoci fratelli, che la nostra fede è sempre minuscola e deficiente; che sulla nostra umanità corrotta e peccaminosa non sempre siamo vincitori.
Per questo è necessario il rafforzamento continuo della nostra fede.
È vero che ci riteniamo discepoli di Cristo, ma siamo perseveranti nello studio della Sua Parola?
La verità ci ha fatti liberi, è vero, ma vigiliamo noi affinché tale tesoro rimanga sempre in nostro possesso?
Siamo fedeli alla Parola come Dio è fedele verso di noi?

La fedeltà di Dio è così infinitamente grande che schiude dinanzi al discepolo del Cristo, un orizzonte così vasto di radiose speranze che lo inducono sempre più a lottare con crescente vigoria contro il male ed il peccato, fino a vincerlo!

E allora fratelli e sorelle, facciamo nostra l'esortazione di Cristo e perseveriamo sempre in una maggiore conoscenza spirituale della verità divina.
E se questa verità l'abbiamo già acquisita, sappiate che sopra ciascuno di noi incombe una maggiore responsabilità, ed il frutto di questa nostra conoscenza deve essere abbondante, non solo per noi, ma anche e soprattutto per tante e tante anime che, non conoscendo la verità di Cristo, sono ancora schiave del male e del peccato.

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