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"AI PIEDI DEL MAESTRO"

Il nostro Maestro è Gesù!
E questa dichiarazione non viene dagli apostoli.
Essa viene direttamente da Cristo, che appunto disse: "UNO SOLO È IL VOSTRO MAESTRO". Lo disse ed ebbe il diritto di dirlo. I discepoli, che vissero con Lui, riconobbero che Egli era il Maestro per eccellenza: "Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna" (Giovanni 6:68).

Anche noi, che siamo stati e siamo tuttora alla scuola del Vangelo, possiamo dire, parafrasando quanto Gesù disse di sé "Uno solo è il nostro Maestro": LUI!

Il vestito e gli otri

Luca 5:36-38:

"Disse loro anche una parabola: Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo ad un vestito vecchio; altrimenti strappa il nuovo, e il pezzo tolto dal nuovo non si adatta al vecchio. E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo rompe gli otri, il vino si spande, e gli otri vanno perduti. Ma il vino nuovo và messo in otri nuovi".

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La parabola del vestito nuovo e degli otri nuovi ha come sfondo il mormorio dei religiosi del tempo.

Gesù invita Matteo a seguirLo. Questi realizza la salvezza e prova una tale gioia che fa una festa a casa sua, per far sapere anche ai suoi colleghi pubblicani di essere diventato un discepolo di Gesù.

I farisei mormorano (Luca 5:30) ma, vista la risposta del Maestro, osano un'altra accusa, aizzandoGli contro i discepoli di Giovanni (Matteo 9:14):

"I discepoli di Giovanni digiunano spesso e pregano: così pure i discepoli dei farisei; i Tuoi invece mangiano e bevono" (Luca 5:33).

Gesù spiega che il digiuno deve essere fatto nel tempo opportuno e con la giusta predisposizione d'animo (Luca 5:34-35) e non come era inteso tra i farisei (Matteo 6:16).

Costoro si erano fossilizzati sui cavilli della legge e ne avevano tanto distorto il pensiero, che non riuscivano ad accettare gli insegnamenti di Gesù e gli si opponevano. La loro vita ed i loro pensieri erano tanto logori, che non potevano essere rammendati, ma era necessario rinnovare il cuore.
Questa verità è illustrata dalla parabola del vestito nuovo e degli otri nuovi.

IL VESTITO NUOVO.

Quando un abito è logoro, facilmente si strappa. Basta tenderlo più del dovuto o sentirlo impigliato in un cespuglio ... . Naturalmente il primo pensiero è quello di recuperarlo. Bisognerà allora prendere un pezzo di stoffa e cucirlo per richiudere lo strappo.
Cucendoli insieme si noterà inevitabilmente che il panno vecchio è diverso dal nuovo, intanto dal colore, poi dalla lucentezza, quindi dalla robustezza del tessuto.

E, seppure non si vorrà far caso alle differenze estetiche, e nell'interesse del vestito vecchio il non essere rammendato con una stoffa nuova. Infatti, al primo lavaggio o alla prima sollecitazione, il vecchio si lacererebbe ancora di più ed andrebbero perduti il vestito, la toppa ed il lavoro di cucitura.

"Il vestito vecchio" rappresenta la vita vecchia dell'uomo, perché è poco apprezzata agli occhi di Dio, proprio come un abito logoro. Un vestito vecchio vale poco e nessuno avrebbe interesse di acquistare un abito usato e consunto (Romani 3:10; 8:8).
Poi, perché è facilmente lacerata dalle infedeltà (Salmo 17:12; Isaia 64:7).
Quindi non ha altro futuro che la consunzione (Salmo 49:14; 2Tessalonicesi 1:9).

Quando un vestito vecchio si lacera ed è logoro, non può più essere rammendato, ma solo rinnovato.

Comprendiamo che quest'opera è quella che Dio crea nei cuori. Egli non rattoppa mai, ma rinnova!

In Giovanni 3:4-5, troviamo il dialogo tra Gesù e il dottore della legge:

"Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quand'è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere? Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio".

Se il vestito vecchio rappresenta la vecchia vita, il vestito nuovo rappresenta la vita nella Grazia. Intanto perché si distingue subito da quelli logori e consunti (Matteo 22:11-12), poi perché fa onore a chi lo porta (Zaccaria 3:3-4), quindi parla di purezza.
Quando indossi un abito nuovo, non lo trovi macchiato (Apocalisse 3:18).

GLI OTRI VECCHI.

Gesù illustra un altro paragone.
Gli otri sono dei recipienti cuciti dalla pelle degli animali dove, solitamente, vi si conservava il vino (Giosu´┐Ż 9:4) o altri liquidi (Giudici 4:19).

Con il tempo, a motivo delle fermentazioni, quelle pelli si indebolivano ed avrebbero ceduto alla fermentazione del mosto. Per questo motivo un otre vecchio diventava inabile a mantenere la pressione del vino nuovo, ma poteva essere ancora usato per contenervi il vecchio.
Qualora non fosse stata rispettata questa regola, gli otri sarebbero scoppiati, il vino sarebbe andato perduto e la fatica della vendemmia sarebbe stata inutile.

Come per il vestito vecchio, l'otre vecchio rappresenta il cuore non rigenerato.

L'otre nuovo, invece, rappresenta il cuore rinnovato, degno di contenere lo Spirito di Dio (Ezechiele 36:26), forte per praticare la Parola di Dio (1Tessalonicesi 2:13) e segnato in modo esclusivo dell'opera di Dio (Salmo 51:10; Colossesi 3:10).

Alla luce dell'insegnamento di Gesù appare chiara l'incompatibilit´┐Ż tra il nuovo della Grazia ed il vecchio della Legge, tra il nuovo della vita spirituale ed il vecchio delle sterili tradizioni umane, tra il nuovo della libertà nello Spirito ed il vecchio del ritualismo formale.
I farisei, attaccati alle forme giudaiche ed ai cavilli della legge, vedevano nell'insegnamento di Cristo uno stravolgimento delle regole e Lo accusavano. Gesù spiega il perché.

La loro vita era come un vestito vecchio ormai lacero e le loro vedute erano tanto logore, che non potevano essere "rammendate". Era, perciò, necessario rinnovare la mente ed il cuore. I farisei sarebbero stati disposti a tanto?

"Nessuno che abbia bevuto del vino vecchio, ne desidera del nuovo, perché dice: Il vecchio è buono".

Come gli uomini, abituati a bere il vino vecchio, si immaginano che quello abbia un sapore migliore, così i farisei, affezionati alle loro tradizioni, non sarebbero stati disposti a tralasciare le loro vecchie abitudini ed a passare alle nuove.

Insomma, con la parabola del vestito nuovo e degli otri nuovi il Signore insegna la necessità di essere rinnovati, per comprendere il pensiero di Dio e far parte del gruppo dei Suoi discepoli.

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