Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

La via di casa

Per secoli una delle più importanti città dell'Asia Minore fu Smirne; questa città posta sopra una collinetta che degrada verso il mare. In cima alla collina vi sono due cipressi in mezzo ai quali si trova una tomba: si dice che sia la tomba di Policarpo.

Policarpo fu un convertito dell'apostolo Giovanni e per molti anni fu il Vescovo di Smirne, Efeso e della regione circostante.
Policarpo fu bruciato sul rogo nell'anno 155 per ordine del governo di Roma. Con le braccia già legate e le fascine pronte intorno al suo corpo, gli venne data l'ultima occasione di abiurare; al contrario, Policarpo confermò la sua fede nel Signore dicendo: "Per 86 anni io l'ho servito e non mi ha fatto mai alcun torto. Come posso quindi parlare male del mio Re, che mi ha salvato?". Prima di poter pronunciare altre parole, le fiamme furiose consumarono il suo corpo.

Ecco, "la via" del martirio fu per Policarpo "la via" verso la casa del Padre.



BENIAMINO FRANKLIN

Beniamino Franklin (1706-1790) fu ad un tempo uno degli artefici dell'indipendenza americana e l'inventore del parafulmine. Due titoli che fecero dire ai suoi ammiratori: "Rapì il fulmine al cielo e lo scettro ai tiranni".

Questo elogio però non piacque a Franklin. Egli stesso lo dichiarò con franchezza, dicendo: "La formula coniata in mio onore, e che la gente ammira, altro non è che una sfida a Dio. Pretendete che io gli abbia rapito il fulmine! Ebbene, quando mi resi conto che stavo per fare questa scoperta, sapete che cosa provai? Ebbi paura e caddi in ginocchio Poi mi dissi che, se non c'era alcun male ad arrestare il corso di una malattia, non ce n'era neppure a fermare il fulmine. Allora al timore subentrò la riconoscenza e, dal più profondo del mio essere, adorai Dio. Ma ascoltate anche questo: stavo tornando dall'Inghilterra in America, un po' inebriato dagli elogi che la mia invenzione mi aveva procurato. A un tratto scoppiò il temporale in pieno oceano e, mentre io mi appoggiavo all'albero maestro della nave, un fulmine lo colpì spezzandolo. Mi rialzai perché il fulmine mi aveva gettato a terra - e dissi: Grazie, mio Dio di avermi ricordato che tu sei sempre grande, e che io non sono che un verme!".

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