Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Vigilanza cristiana

Se Dio ci concede di superare le nostre infermità, è bene che ciò avvenga in vista di un più fedele servizio. Non bisogna considerare la guarigione come una grazia a buon mercato; è una grazia che esige da noi gratitudine e vigilanza. I cristiani debbono sempre vegliare, vigilare.

Biagio Pascal diceva che: "Cristo è in agonia fino alla fine del mondo; i suoi discepoli, pertanto, sappiano riascoltare l'ordine del Maestro: "Rimanete qui e vegliate con me"."

Bisogna vegliare per non cadere in tentazione.
C'è sempre un tempo in cui "gli occhi si aggravano", come accadde ai discepoli nel Getsemani, e non si è lontano dai rinnegamenti.

Bisogna vegliare per non essere:

"né oziosi né sterili nella conoscenza del Signor nostro Gesù Cristo" (2Pietro 1:8).

L'apostolo Paolo ci esorta ad essere:

"sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore e preso per elmo la speranza della salvezza" (Efesini 6:14-17).

Anche le esortazioni apostoliche sono un forte invito alla vigilanza, perché le ore insidiose suonano anche per i credenti. Essi debbono vegliare per non conformarsi alla mentalità del tempo presente e per opporsi alla mondanità che ostacola la loro testimonianza.
Ogni sentinella è chiamata a vegliare.

Dobbiamo vivere come uomini e donne del nostro tempo, talvolta sotto il segno della fatica e della prova; vegliamo dunque, confessando il nome di Cristo coraggiosamente e coerentemente.

Nessuno di noi è sicuro del domani e nessuno sà quando il Signore tornerà.
Cristo non ci chiama alla spensieratezza ma alla vigilanza, e ci dice:

"I vostri fianchi siano cinti e le vostre lampade accese" (Luca 12:35).

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Il Profeta Malachia, cap. 3, ci ricorda:

"Fin dai giorni dei vostri padri voi vi siete scostati dalle mie prescrizioni, e non le avete osservate. Tornate a me, ed io tornerò a voi, dice l'Eterno.

Allora quelli che temono l'Eterno si sono parlati l'uno all'altro; e l'Eterno è stato attento ed ha ascoltato; e un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono l'Eterno e rispettano il suo nome.

Essi saranno, nel giorno che io preparo, saranno la mia proprietà particolare; dice l'Eterno, e io li risparmierò, come uno risparmia il figlio che lo serve.

E voi vedrete di nuovo la differenza che vi è fra il giusto e l'empio, fra colui che serve Dio è colui che non lo serve".
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